Concordia, medaglia d’oro alla capitaneria

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Il Tirreno

Ma alla premiazione mancano De Falco e Tosi, protagonisti dei soccorsi. La nave via dal Giglio a giugno verso Genova

                     

LIVORNO. «Dobbiamo prendere esempio dall’abnegazione e dal lavoro del corpo delle Capitanerie di porto». Sono le parole del capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ieri mattina alla cerimonia di consegna della medaglia d’oro del ministro della Difesa al merito di Marina alla Capitaneria di porto di Livorno. Un premio acquisito grazie ai soccorsi prestati al naufragio di Costa Concordia.

Alla cerimonia, al Terminal Crociere, sono presenti, tra le altre autorità, il comandante generale delle Capitanerie di porto, Felicio Angrisano, il comandante marittimo nord Andrea Toscano, la sottosegretaria al ministero dell’Ambiente Silvia Velo e il sindaco del Giglio Sergio Ortelli. A fare gli onori di casa, c’è l’ammiraglio comandante  della Direzione marittima di Livorno, Arturo Faraone. Stride l’assenza dei due principali protagonisti della notte della Concordia, Gregorio De Falco e Alessandro Tosi che, pur ricordati dall’ammiraglio Angrisano come esempio di efficienza operativa, non compaiono. L’ufficiale diventato famoso per la telefonata a Francesco Schettino si trova in Portogallo «per un impegno privato preso da tempo - come spiega l’ammiraglio Faraone - ma sarebbe stato lieto di essere presente». E Tosi? Non c’è neanche lui. La cerimonia si è poi conclusa  con la benedizione del vescovo  Simone Giusti, che ha scoperto la lapide in marmo che ricorderà la consegna della medaglia d’oro.

Il tema principale affrontato a margine della cerimonia è stato quello della Concordia. L’obiettivo, come ha detto Gabrielli,  è portare via la nave prima possibile dal Giglio. U’'operazione che dovrebbe scattare a giugno, con destinazione Genova: il porto ligure infatti sarebbe in pole position nella lista delle possibili mete finali della nave, sostenuto, a quanto pare, dalla stessa Costa, a discapito di Piombino, che invece era data per favorita fino a qualche mese fa. Il punto è che per ospitare la nave, Piombino avrebbe necessitato di qualche “ritocco”, ma i lavori non sono mai partiti. «Porteremo via la Concordia il prima possibile», ha ribadito Gabrielli. Mentre il comandante generale delle Capitanerie di porto Angrisano, ha sottolineato che la priorità assoluta è la sicurezza. «Per noi questa è una fase tecnica importando: stiamo studiando quali siano le modalità migliori per il trasferimento della nave, ponendoci come obiettivi primari sicurezza e tutela dell’ambiente. Il nostro monitoraggio è continuo, abbiamo sul posto una ventina di uomini con un ufficiale di riferimento».

Ancora da decidere se la nave sarà trainata da un rimorchio oppure se sarà caricata su una chiatta (in questo caso scenderebbe in campo la Vanguard, nave di una ditta olandese). Un trasporto non facile, che in qualsiasi caso avverrà alla velocità  molto bassa di circa  3-4nodi.

Intanto, al Giglio sono in corso i lavori per estrarre la nave dall’acqua e metterla in equilibrio. Operazioni complesse, che si svolgono sotto la supervisione dei militari della Capitaneria. I cassoni che riequilibreranno la Concordia sul lato destro sono attualmente in fase di allestimento presso la Sintermar spa in via Leonardo da Vinci a Livorno: si tratta di una quindicina di parallelepipedi,  alti circa venti metri e larghi dieci, su cui sono in fase di montaggio i cavi di acciaio che serviranno per l’aggancio alla nave.

«Mi auguro che questa vicenda - ha aggiunto Gabrielli - abbia un giusto e corretto esito senza che sia pregiudicato da quelli che intravedo essere i soliti interessi di bottega».

 

COMENTARIOS DE AEMC

El "Costa Concordia" y sus gemelos  tienen un diseño estrucutral digno de figurar en los anales del despropósito marítimo.

Los inspectores (de la Armada) no se debieron enterarar muy bien de lo que ocurría en el barco. Ni siquiera de lo que ocurría con las puertas estancas.

Frente a la isla del Gilio los grandes cruceros pasaban y pasaban, una y otra vez, rascando la piedras, y la Capitanía de Livorno no se enteraba.

En los diarios de la Capitanería se registraba que todo estaba en orden cuando se había producido un grave accidente.

Las operaciones de rescate de las víctimas del "Costa Concordia", diseñadas por la  Capitanería, fueron vergonzosas.

La conversación mantenida por la Capitanería con el Comandante del "Costa Concordia" desvela el nivel de ignorancia náutica y un tono absolutamente autoritario, por no decirlo más claro. En fin, todo un prodigio de incompetencia al mando.

Lo ocurrido con la caja negra, fue lamentable., pero el objetivo parece muy claro: mantener la militarizacion de las competencias  civiles en las costas italianas. Y claro está, el exclusivo culpable de un accidente que producto de una larga cadena de desprósitos, no puede ser otro que el comandante Schettino. La Capitaneria solamente merece que le cualguen las medallas.

Urquiola, Cason, Castillo de Salas, Costa Concordia, son todos primos hermanos, pero  manipuladores  y "palmeros" subencionados se dedican a contarnos todo lo contrario de lo que ha ocurrido en realidad. ¡Porca miseria humana¡